
Assumere un nuovo dipendente non è solo una questione di CV. È un processo che richiede metodo, esperienza e competenze specifiche. Secondo uno studio di LinkedIn Talent Solutions il costo medio di un’assunzione errata può superare i 21.000 euro in termini di produttività persa, formazione e turnover.
Eppure, molti errori continuano a ripetersi. In questo articolo ti spieghiamo quali sono i 5 sbagli più comuni nella selezione del personale e perché affidarsi a professionisti del settore può fare la differenza.
❌ 1. Pubblicare annunci poco chiari o troppo generici
L’ annuncio di lavoro è il primo filtro tra te e il candidato ideale. Spesso, però, viene scritto in fretta, in modo vago o con requisiti poco precisi. Questo porta a ricevere decine di candidature non in linea, aumentando il tempo necessario per fare una prima selezione.
✅ Consiglio SEO & pratico:
Scrivi annunci mirati, con titoli chiari (es. “Magazziniere con patentino muletto – Lecce”) e descrizioni oneste del ruolo e delle condizioni offerte. Le parole chiave come “lavoro magazziniere Lecce tempo pieno” ti aiuteranno a raggiungere il giusto pubblico.
❌ 2. Valutare solo il curriculum, ignorando le soft skills
La motivazione, l’affidabilità, la comunicazione: queste competenze trasversali (soft skills) spesso contano più dell’esperienza tecnica. Secondo una ricerca di McKinsey & Company, le soft skills saranno sempre più determinanti nel futuro del lavoro, soprattutto in contesti dinamici e orientati al team working.
✅ Come evitarlo:
Durante i colloqui, inserisci domande situazionali, chiedi esempi concreti di gestione dello stress o del lavoro in squadra. Se non hai tempo o esperienza per farlo, un recruiter specializzato può farlo per te.
❌ 3. Non avere un processo di selezione strutturato
Molte PMI gestiscono la selezione in modo “artigianale”, senza un vero piano: un primo colloquio veloce, una valutazione soggettiva e… si assume. Il problema? Scelte affrettate, poca oggettività e rischio di incompatibilità futura.
In assenza di un processo chiaro, entrano in gioco i bias cognitivi e culturali: preferenze inconsce che portano a scegliere candidati “simili a noi” o che “ci stanno simpatici”, piuttosto che valutare in base alle reali competenze. Alcuni esempi frequenti:
- Affinity bias: favorire chi condivide gusti, percorsi o background simili ai propri
- Gender bias: inconsci pregiudizi legati al genere
- Confirmation bias: cercare solo segnali che confermano un’impressione iniziale
- Bias culturali: escludere profili validi per differenze linguistiche, accenti o origini diverse
📌 Secondo un’analisi di Harvard Business Review sull’inclusività nel recruiting, questi bias possono ridurre la qualità delle assunzioni e limitare la diversità nei team, con effetti negativi anche sulla performance aziendale.
Fonte: Harvard Business Review – Why Diversity Programs Fail
✅ La soluzione:
Crea un processo chiaro: screening → colloquio tecnico → colloquio attitudinale → verifica referenze.
Affidarsi a un’agenzia specializzata significa avere strumenti di selezione strutturati e oggettivi, pensati proprio per eliminare i filtri inconsci e scegliere davvero il profilo più adatto, non solo il più “familiare”.
❌ 4. Allungare troppo i tempi di assunzione
Un errore frequente è rimandare la scelta troppo a lungo. Nel mercato attuale, i candidati migliori ricevono più proposte contemporaneamente. Ritardare una decisione può significare perdere un talento.
📊 Secondo Glassdoor, il tempo medio per completare un processo di selezione in Italia è di circa 27 giorni, ma nei settori più competitivi, oltre 60% dei candidati accetta un’altra offerta prima della fine del processo.
✅ Cosa fare:
Snellisci le fasi interne e mantieni il candidato aggiornato. I recruiter professionisti si occupano proprio di questo, mantenendo il contatto e gestendo le aspettative.
❌ 5. Pensare di poter fare tutto da soli (senza supporto specializzato)
Il tempo è denaro e se non sei un recruiter di professione, dedicarti alla selezione può portarti via tempo prezioso, senza la certezza di fare la scelta giusta. Inoltre, potresti non avere accesso a banche dati, strumenti di screening e competenze tecniche per valutare correttamente i candidati.
✅ Perché affidarsi a un’agenzia per il lavoro:
Riduzione del turnover grazie a un matching mirato
Accesso immediato a candidati già profilati
Colloqui pre-valutati (tecnici e attitudinali)
Consulenza su contrattualistica, normative e incentivi
Risparmio di tempo e aumento dell’efficacia
il tuo partner nella selezione fa la differenza
Selezionare la persona giusta non è solo una questione di CV. È una questione di metodo, esperienza e capacità di lettura del contesto aziendale. Evitare questi 5 errori ti aiuterà a costruire un team solido, motivato e produttivo.
👉 Se vuoi migliorare i tuoi processi di selezione e ridurre i margini di errore, rivolgiti a chi lo fa di mestiere. Il nostro team di recruiter è pronto ad affiancarti in ogni fase.
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